dall'11 al 13 maggio
L'amore ha molto a che vedere con l'accettazione di se stessi e dell'altro così com'è. Come possiamo amare qualcuno se non amiamo noi stessi. Come possiamo amarci, se ci sentiamo “separati” da ciò che ci circonda, se ci continuamo a sentire inadeguati, inferiori, o superiori agli altri...
E' una missione quasi impossibile.
In questi giorni osserveremo le dinamiche delle proiezioni e dei giudizi, scopriremo come l'energia del giudizio sia interno e cioè rivolto verso di noi, o esterno cioè rivolto verso gli altri, sia una grandissima perdita di energia, di centratura e di potere personale.
La mente conosce solo la dimensione della dualità, del giusto e dello sbagliato, del bianco e del nero, del voglio e non voglio.
La non-mente, il cuore, esistono in una dimensione di ampiezza, di osservazione, di non-sapere, di accoglienza della realtà, di spazio.
La mente al servizio del cuore, è una mente capace di discernere, di ascoltare, di osservare, e di sospendere ogni giudizio, e allora si crea lo spazio per una dimensione interiore che non è più mente ma meditazione.
Da quello spazio si può “vedere” l'altro e non interpretarlo, lasciarlo essere, e solo quando qualcuno si sente visto, e non interpretato si apre all'amore, a una dimensione di “accordo esistenziale”, sintonia, sincronia. E sincronia a volte è vicinanza, sincronia a volte è lontananza.
Il non giudizio non prevede il subire, ma l'essere radicati in uno spazio di verità con se stessi. Il giudizio offusca.
Ogni essere umano cerca consciamente o inconsciamente questa sintonia con se stesso e con il mondo.
Meditazioni guidate, esercizi di consapevolezza, ipnosi Ericksoniana, ci accompagneranno in questo viaggio alla scoperta di alcune dimensioni di noi stessi.
“ Non ho mai giudicato nessuno,
ho accettato ogni tipo di persona
nella sua unicità,
e non c'è stato modo nella mia vita
di aver giudicato me stesso”
OSHO